Tu non ti conosci quando cerchi sempre approvazione

Paura del giudizio, bisogno di conferme e ritorno a sé

Tu non ti conosci davvero quando hai bisogno che qualcuno ti confermi continuamente che vali.

Non perché sei debole.
Non perché sei sbagliato.
Non perché ti manca personalità.

Forse, semplicemente, hai imparato troppo presto a misurare il tuo valore attraverso lo sguardo degli altri.

Un messaggio che non arriva.
Una risposta fredda.
Un silenzio.
Una critica.
Una persona che sembra distante.
Un commento che ti resta addosso per ore.

E dentro parte subito una domanda:

“Ho sbagliato qualcosa?”
“Non sono abbastanza?”
“Cosa penseranno di me?”

Il bisogno di approvazione è umano. Tutti desideriamo essere visti, riconosciuti, accolti.

Il problema nasce quando l’approvazione degli altri diventa l’unico luogo in cui riesci a sentirti al sicuro.

Quando inizi a scegliere non in base a ciò che senti, ma in base a come potresti essere giudicato.
Quando dici di sì per non creare distanza.
Quando eviti di esporti per paura del giudizio.
Quando ti adatti così tanto alle aspettative degli altri da non sapere più cosa è vero per te.

La bassa autostima non sempre si presenta come insicurezza evidente.

A volte si nasconde dietro persone capaci, disponibili, educate, responsabili, attente a non disturbare.

Fuori sembri funzionare.
Dentro, però, controlli ogni reazione.

E piano piano confondi il tuo valore con l’approvazione che ricevi.

Ma il valore personale non può dipendere solo da quanto piaci, da quanto vieni scelto, da quanto vieni confermato o da quanto riesci a non deludere.

Se il tuo valore dipende sempre dallo sguardo degli altri, allora ogni silenzio diventa una minaccia.
Ogni critica diventa una ferita.
Ogni distanza diventa una domanda su di te.
Ogni mancata approvazione diventa una prova contro il tuo valore.

E così non vivi più davvero.
Ti sorvegli.

Controlli come parli.
Quanto chiedi.
Quanto ti esponi.
Quanto sei troppo.
Quanto sei poco.
Quanto puoi essere te stesso senza rischiare di perdere amore, stima o presenza.

La sicurezza interiore nasce quando inizi a costruire una relazione più stabile con te.

Una relazione in cui puoi ascoltarti anche quando qualcuno non ti approva.
Una relazione in cui puoi restare presente anche quando temi di essere giudicato.
Una relazione in cui non devi tradirti per sentirti accettato.

La domanda non è:

“Come faccio a piacere a tutti?”

La domanda più vera è:

“Cosa sto abbandonando di me per continuare a essere approvato?”

Tu non ti conosci quando sai cosa piace agli altri, ma non sai più cosa vuoi davvero.
Tu non ti conosci quando chiami sensibilità ciò che forse è paura di deludere.
Tu non ti conosci quando dici “non mi importa”, ma poi controlli ogni segnale.
Tu non ti conosci quando cerchi fuori una conferma che dentro non riesci ancora a darti.

Tornare a sé non significa smettere di desiderare riconoscimento.

Significa non dipendere completamente da esso.

Significa poter ricevere un no senza trasformarlo subito in una condanna.
Poter ascoltare una critica senza distruggerti.
Poter essere visto in modo imperfetto senza sentire che il tuo valore crolla.
Poter scegliere qualcosa di vero anche se non tutti lo capiranno.

E questo non avviene con una frase motivazionale.

Avviene quando inizi, poco alla volta, a osservare i tuoi automatismi con più onestà.

Puoi cominciare da alcune domande:

Cosa temo che gli altri pensino di me?
Cosa sto cercando di dimostrare?
Quando mi sento davvero abbastanza?
Sto scegliendo o sto cercando conferma?
Cosa farei se non avessi così paura di non piacere?

Non serve rispondere subito in modo perfetto.

A volte basta accorgersi.

Accorgersi di quante volte cerchi approvazione prima ancora di ascoltare ciò che senti.
Accorgersi di quante volte modifichi le tue parole per non creare disagio.
Accorgersi di quante volte chiami prudenza ciò che forse è paura del giudizio.
Accorgersi di quante volte dici “non importa” quando invece qualcosa, dentro, importa moltissimo.

Da lì può iniziare un cambiamento più vero.

Non quello rumoroso, fatto per dimostrare qualcosa agli altri.

Ma quello più silenzioso: il momento in cui smetti di chiedere al mondo il permesso di esistere.

Forse non devi diventare più forte.

Forse devi solo tornare a guardarti senza usare sempre gli occhi degli altri.

Perché il tuo valore non dovrebbe vivere in un luogo così fragile come l’approvazione esterna.

Dovrebbe avere una casa più stabile.

Dentro di te.

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